Ricorso bocciatura: quando conviene e come si fa

Il ricorso contro la bocciatura si presenta al TAR entro 60 giorni e non discute il voto, ma il modo in cui la scuola ha deciso. I motivi cambiano tra scuola media e superiore: recupero e giudizio prognostico alle medie, criteri, giudizio sospeso, comportamento e assenze alle superiori. Con i casi DSA, la sospensiva, i costi e cosa fare subito.
In breve — Il ricorso contro la bocciatura si presenta al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione della non ammissione, oppure al Presidente della Repubblica entro 120. Il giudice non rivede i voti e non promuove: annulla la bocciatura se la scuola ha sbagliato il percorso, e con la sospensiva può farle rifare subito il giudizio. I motivi cambiano con il grado di scuola: alle medie la promozione è la regola, alle superiori serve la sufficienza in ogni materia e il ricorso si gioca su criteri, giudizio sospeso e motivazione.
1. Che cos’è una bocciatura dal punto di vista legale
La bocciatura è la delibera con cui il consiglio di classe dichiara la non ammissione dello studente alla classe successiva, spiegandone le ragioni. Con questo atto, preso nello scrutinio finale, i docenti esprimono un giudizio complessivo: se lo studente ha raggiunto gli apprendimenti necessari per affrontare l’anno successivo, oppure se ha bisogno di più tempo e deve ripetere l’anno.
Dal punto di vista legale la bocciatura è un atto amministrativo, e come tale si può contestare davanti al giudice amministrativo, il TAR, quando è illegittima. Succede, in concreto, quando la scuola decide senza fornire una motivazione adeguata, quando la valutazione non è coerente con l’andamento complessivo dell’anno, oppure quando non rispetta le regole che la legge e la scuola stessa fissano per bocciare, come i criteri del collegio dei docenti, il recupero delle carenze o il piano personalizzato degli studenti con DSA.
2. Cosa può fare il giudice e cosa non può fare
Con il ricorso al TAR contro la bocciatura, i genitori, o lo studente stesso se è maggiorenne, chiedono al giudice amministrativo di annullare la delibera con cui il consiglio di classe ha dichiarato la non ammissione. Se il ricorso viene accolto, il TAR annulla la bocciatura e il consiglio di classe deve esprimere un nuovo giudizio, questa volta senza i vizi che il giudice ha rilevato.
Il TAR non può invece ammettere direttamente lo studente alla classe successiva. Il giudice amministrativo può però ordinare al consiglio di classe di rimediare agli errori commessi nel primo giudizio, per esempio valutando le possibilità di recupero che prima aveva ignorato: il nuovo giudizio non può limitarsi a ripetere la decisione con le stesse ragioni.
| Quello che il TAR può fare | Quello che il TAR non può fare |
|---|---|
| Annullare la bocciatura decisa in modo illegittimo | Promuovere lo studente al posto della scuola |
| Obbligare la scuola a un nuovo giudizio senza gli errori del primo | Rivedere i voti assegnati dai docenti |
3. I tre errori della scuola che fanno annullare una bocciatura
Gli errori che si contestano più spesso dipendono dal grado di scuola: alle medie e alle superiori le regole per bocciare sono diverse, e lo sono anche i motivi del ricorso, di cui parliamo nei capitoli 7 e 8, dedicati ai due gradi di scuola. Tre errori, però, possono riguardare entrambi i casi:
- la motivazione è carente: la delibera si limita a elencare le insufficienze senza spiegare perché lo studente non può affrontare l’anno successivo;
- i criteri della scuola non sono stati rispettati: il collegio dei docenti fissa i criteri per l’ammissione, e il consiglio di classe deve applicarli;
- la decisione si basa su errori di fatto o di procedura: voti del registro elettronico diversi da quelli del verbale, calcoli sbagliati, un consiglio di classe composto in modo irregolare.
Altri errori pesano in modo diverso. Il recupero non offerto e la famiglia non informata contano molto alle medie, mentre alle superiori, da soli, non bastano ad annullare la bocciatura (Consiglio di Stato, sez. VI, 27 gennaio 2020, n. 616).
4. Bocciatura e DSA: quando il ricorso ha basi più solide
Il ricorso contro la bocciatura di uno studente con DSA (dislessia, disgrafia, discalculia) può fondarsi, oltre che sugli errori comuni visti nel capitolo 3, anche su motivi specifici, legati agli obblighi che la scuola ha verso di lui. Con una certificazione consegnata all’istituto, la scuola deve predisporre un PDP, il Piano didattico personalizzato, che indica gli strumenti compensativi (mappe, calcolatrice, sintesi vocale) e le misure dispensative (tempi più lunghi, verifiche programmate).
Nello scrutinio finale il consiglio di classe deve tenere conto del disturbo, e la motivazione della bocciatura deve dimostrarlo. La valutazione dei docenti, infatti, deve «distinguere fra quanto è espressione diretta del disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente conseguite» (Consiglio di Stato, sez. VI, n. 4817/2019). Su questa base il TAR Lecce ha annullato due bocciature alle superiori, perché il verbale di scrutinio non valutava la condizione dello studente (sez. II, 8 febbraio 2024, n. 189, e 4 luglio 2024, n. 850).
5. Quanto tempo c’è per fare ricorso
Il ricorso al TAR contro la bocciatura va presentato entro un termine preciso: 60 giorni dalla comunicazione della decisione del consiglio di classe. Scaduto il termine il ricorso è irricevibile e la bocciatura diventa definitiva.
La norma · art. 29 del codice del processo amministrativo (d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104)
«L'azione di annullamento per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere si propone nel termine di decadenza di sessanta giorni.»
In questi casi, però, la rapidità conta più del termine. Nella nostra esperienza, un ricorso presentato tempestivamente e accompagnato da un’istanza cautelare può essere deciso dal TAR entro 45-60 giorni dal deposito, in tempo per incidere sull’anno scolastico. Aspettare l’ultimo dei 60 giorni per presentarlo significa rinviare di settimane anche la decisione.
6. Il problema dei tempi della giustizia
I tempi della giustizia amministrativa possono essere lunghi. Nel ricorso contro la bocciatura, però, si può presentare un’istanza cautelare, cioè chiedere al giudice di decidere in tempi brevi, senza aspettare la sentenza, se sospendere gli effetti della bocciatura.
In questi casi, di regola i TAR si pronunciano entro 45-60 giorni dal deposito del ricorso, in tempo per permettere allo studente di frequentare la classe successiva con riserva o di ottenere un nuovo giudizio della scuola. Per una bocciatura di giugno, un ricorso presentato entro i primi di luglio può quindi essere deciso prima dell’inizio delle lezioni: la sospensione feriale di agosto non si applica alla fase cautelare (art. 54, comma 3, del codice del processo amministrativo).
Nei casi di estrema urgenza, per esempio quando la bocciatura arriva a settembre e le lezioni sono già iniziate, si può chiedere al presidente del TAR un decreto cautelare provvisorio, anche prima della camera di consiglio (art. 56).
7. Quali sono i motivi del ricorso contro la bocciatura alla scuola media
Nel ricorso contro la bocciatura alla scuola media si parte da un principio: la promozione è la regola e la bocciatura l’eccezione (art. 6 del d.lgs. 13 aprile 2017, n. 62). Questo significa che il consiglio di classe può ammettere alla classe successiva anche studenti con una o più insufficienze, quando ritiene che il ragazzo sia in grado di recuperarle.
Caso seguito dallo Studio
Con ordinanza del 3 settembre 2026 il TAR Veneto ha accolto la domanda cautelare proposta dallo Studio Legale Calzoni contro la non ammissione di un alunno di prima media (ric. n. 1256/2026), affermando che «[…] nella scuola secondaria di primo grado, è consentito, con adeguata motivazione, ammettere con riserva alla classe successiva anche gli alunni che non abbiano raggiunto i necessari livelli di apprendimento in una o più discipline, rinviandone la valutazione complessiva all'anno successivo, sulla base di un esame predittivo e ragionato delle possibilità di recupero in tale più ampio periodo».
Alla scuola media i motivi per contestare una bocciatura sono soprattutto quattro:
- il recupero non è stato attivato: quando la pagella segnala carenze, la legge obbliga la scuola ad attivare strategie di recupero (art. 6, comma 3), e una bocciatura senza recupero è contestabile;
- manca il giudizio prognostico: il consiglio di classe deve valutare se le lacune si possono colmare nell’anno successivo e può ammettere con riserva, rinviando la valutazione complessiva, «sulla base di un esame predittivo e ragionato delle possibilità di recupero» (Consiglio di Stato, sez. VI, 27 agosto 2019, n. 5917);
- i criteri del collegio dei docenti non sono stati rispettati: il Consiglio di Stato ha annullato la bocciatura di un’alunna di prima media che aveva meno insufficienze di quelle fissate dai criteri della scuola (sez. VI, 26 giugno 2020, n. 4107);
- la famiglia non è stata informata in tempo, anche se qui pesa meno degli altri motivi.
8. Quali sono i motivi del ricorso contro la bocciatura alla scuola superiore
Alla scuola superiore la regola è rovesciata: per essere ammessi serve almeno sei in ogni materia e un voto di comportamento superiore a sei (art. 4, comma 5, del d.P.R. 22 giugno 2009, n. 122). Chi non raggiunge la sufficienza in una o più materie non va bocciato subito: il consiglio di classe può sospendere il giudizio, il cosiddetto debito, e decidere dopo il recupero.
La norma · art. 4, comma 6, del d.P.R. 22 giugno 2009, n. 122
«Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospende il giudizio degli studenti e delle studentesse che non hanno conseguito la sufficienza in una o più discipline, senza riportare immediatamente un giudizio di non promozione. […] A conclusione degli interventi didattici programmati per il recupero delle carenze rilevate, il consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, previo accertamento del recupero delle carenze formative da effettuarsi entro la fine del medesimo anno scolastico e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, procede alla verifica dei risultati conseguiti dalla studentessa o dallo studente e alla formulazione del giudizio finale […].»
Il recupero mancato e le comunicazioni carenti, da soli, qui non bastano. I motivi che funzionano sono altri:
- la bocciatura diretta a giugno non è motivata rispetto ai criteri del collegio dei docenti, quando le insufficienze avrebbero consentito il giudizio sospeso;
- le verifiche di settembre, quelle che molti chiamano ancora esami di riparazione, non si sono svolte regolarmente, o il giudizio finale non spiega come sono state valutate;
- il voto di comportamento: con sei il giudizio va sospeso e allo studente si assegna un elaborato di cittadinanza attiva; sotto sei si boccia solo dopo una sanzione disciplinare per fatti gravi, e il voto va motivato con riferimento a quei fatti (art. 7, commi 2, 2-ter e 3);
- le assenze: l’anno non è valido sotto i tre quarti dell’orario, ma la scuola deve applicare le deroghe per le assenze documentate, per esempio per motivi di salute (art. 14, comma 7);
- lo studente con DSA, se la motivazione ignora il disturbo, come visto nel capitolo 4.
A settembre, quando arrivano gli esiti del debito, i tempi sono più stretti che a giugno: le lezioni sono già iniziate, e per non perdere settimane nella classe sbagliata conviene chiedere subito la misura cautelare.
9. Quanto costa un ricorso al TAR per bocciatura
Il costo di un ricorso contro la bocciatura ha due voci: il contributo unificato, cioè la tassa per avviare il giudizio, che per questi ricorsi è di 650 euro (art. 13, comma 6-bis, lett. e, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115), e l’onorario dell’avvocato, che dipende dalla complessità del caso e dalle fasi da affrontare, a cominciare dalla sospensiva.
Chi ha un reddito sotto la soglia di legge può chiedere il patrocinio a spese dello Stato. Se il ricorso viene accolto, il giudice può porre a carico del Ministero le spese legali e il contributo unificato, anche se non di rado le compensa tra le parti. Il dettaglio delle voci è nella guida su quanto costa un ricorso al TAR.
10. Cosa fare subito dopo la bocciatura
Subito dopo la bocciatura la priorità è avere gli atti, perché solo da quelli si capisce se il ricorso ha fondamento. Conviene muoversi così:
- chiedere alla scuola gli atti dello scrutinio, con una richiesta di accesso agli atti: verbale e motivazione, criteri di ammissione deliberati dal collegio dei docenti, voti del registro elettronico, per le superiori anche gli esiti delle verifiche del debito;
- raccogliere le comunicazioni ricevute durante l’anno: messaggi sul registro, email, convocazioni ai colloqui;
- ricostruire il recupero: corsi, sportelli, attività proposte, e con quali tempi;
- recuperare PDP o PEI e la prova della consegna della diagnosi, se lo studente ha un DSA o una disabilità;
- non aspettare: i 60 giorni decorrono dalla comunicazione, e la sospensiva serve prima che l’anno scolastico vada avanti.
A un avvocato conviene portare i documenti, non solo la convinzione che il voto fosse ingiusto: sono gli atti a dire se esiste un errore da far valere.
11. Come ti assiste lo Studio
Lo Studio Legale Calzoni assiste in tutta Italia le famiglie che vogliono contestare una bocciatura, alle medie e alle superiori. Se vuoi sottoporci il caso, richiedi una consulenza: ti diciamo se ci sono motivi concreti per il ricorso.
Prima del ricorso chiediamo e leggiamo gli atti dello scrutinio e ti diciamo con franchezza se il ricorso ha fondamento, anche quando la risposta è no. Con il ricorso chiediamo la sospensiva nei tempi utili e seguiamo il nuovo giudizio della scuola. Per gli studenti con DSA o disabilità verifichiamo come PDP e PEI sono stati applicati e valutati nello scrutinio.
Domande frequenti
Il giudice può promuovere mio figlio? No. Il giudice può solo annullare la bocciatura se rileva un errore nel modo in cui la scuola vi è arrivata. La nuova valutazione spetta in ogni caso alla scuola.
Entro quando si deve fare ricorso? 60 giorni dalla comunicazione della bocciatura per il ricorso al TAR; 120 giorni per il ricorso al Presidente della Repubblica. Sono termini perentori: una volta scaduti, la decisione diventa definitiva.
Si può contestare il voto assegnato? No, non direttamente. Stabilire se uno studente è preparato spetta agli insegnanti, e il giudice non rivede i voti. Si possono contestare solo gli errori nel percorso: la mancata informazione alla famiglia, il recupero non offerto, una motivazione carente, le irregolarità di procedura.
Mio figlio ha un DSA: la bocciatura è automaticamente illegittima? No, ma se la scuola non ha rispettato il Piano Didattico Personalizzato — per esempio nelle verifiche o nella valutazione — il ricorso poggia su basi solide. Resta un punto fermo: in assenza di una diagnosi formalmente consegnata alla scuola, l’istituto non era tenuto a predisporre il piano.
Quanto tempo richiede una decisione? La sentenza definitiva del TAR può richiedere oltre un anno e mezzo. Per incidere sull’anno scolastico in corso serve la sospensiva, ossia la richiesta di sospendere subito gli effetti della bocciatura: per questo è necessario muoversi tempestivamente.
Cosa cambia tra il ricorso per la scuola media e quello per la scuola superiore? La procedura è la stessa. Cambia il contesto: alle medie la bocciatura è l’eccezione e richiede una motivazione più rigorosa; alle superiori esiste il debito formativo, e una bocciatura diretta a giugno al suo posto va verificata con attenzione.
Conviene il ricorso al TAR o quello al Presidente della Repubblica? Nella maggior parte dei casi il TAR, perché consente di chiedere una decisione urgente in grado di incidere sull’anno scolastico in corso. Il ricorso al Presidente della Repubblica ha tempi più lunghi. Le due strade sono alternative: la scelta dell’una esclude l’altra.
Con cinque insufficienze alle medie si viene bocciati automaticamente? No. Alle medie l’ammissione è la regola anche con insufficienze: la scuola può bocciare solo con una motivazione adeguata, dopo aver attivato il recupero e valutato se le lacune si possono colmare nell’anno successivo.
Si può fare ricorso contro la bocciatura arrivata a settembre, dopo il debito? Sì. Conviene calcolare i 60 giorni dalla comunicazione dell’esito finale dopo le verifiche di recupero, senza aspettare. Con le lezioni già iniziate conviene chiedere subito la sospensiva, e nei casi più urgenti un decreto cautelare del presidente del TAR.
Quanto costa un ricorso al TAR per bocciatura? Il contributo unificato è di 650 euro, a cui si aggiunge l’onorario dell’avvocato. Se il ricorso è accolto, il giudice può porre le spese a carico del Ministero; con un reddito basso si può chiedere il patrocinio a spese dello Stato.
Che cos’è il giudizio prognostico alla scuola media? È la valutazione che il consiglio di classe deve compiere prima di bocciare un alunno delle medie: se le carenze si possono recuperare frequentando la classe successiva. Se manca, o non risulta dalla motivazione, la bocciatura è contestabile.
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